Tre strumenti diversi, tre trattamenti diversi. Qui sotto quello che conta, con i riferimenti normativi da girare al tuo commercialista.
Strumento 1
Sponsorizzazione
Per chi: imprese, professionisti e titolari di reddito d’impresa.
Il vantaggio: i corrispettivi versati a una società o associazione sportiva dilettantistica sono considerati spese di pubblicità interamente deducibili, fino a 200.000 euro l’anno. L’IVA sulla fattura è detraibile secondo le regole ordinarie.
La norma: art. 90, comma 8, Legge 289/2002, in combinato con l’art. 108 del TUIR.
Strumento 2
Erogazione liberale
Per chi: persone fisiche, senza contropartita pubblicitaria.
Il vantaggio: detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 1.500 euro l’anno: una donazione da 500 euro ne costa 405. Il pagamento deve essere tracciato, mai in contanti.
La norma: art. 15, comma 1, lett. i-ter), TUIR. La detrazione spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito complessivo e si azzera a 240.000.
Strumento 3
Sport bonus
Per chi: imprese, persone fisiche ed enti non commerciali.
Il vantaggio: credito d’imposta del 65% sulle erogazioni destinate alla manutenzione o alla realizzazione di impianti sportivi pubblici, in tre quote annuali tramite F24.
Attenzione: riguarda gli impianti pubblici, non il finanziamento diretto di una società, e funziona a finestre annuali gestite dal Dipartimento per lo Sport. Limiti: 10 per mille dei ricavi per le imprese, 20% del reddito imponibile per gli altri.